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Introspezione 13 dicembre 2011 · lettura 1 min · 2103 letture

Ovatta

Emanuele Saccardo Figlio Di Cl 195 poesie pubblicate
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Seduto a gambe incrociate Sta il bambino Singhiozzando sommessamente Ma non c’è suono Il pavimento è freddo Le pareti strette, anguste Ha le mani disperatamente al volto Grida ma non c’è suono Nessuno più di lui Sa quel che vuol dire frustrazione, Nessuno di là fuori Ha tempo e voglia di ascoltarlo Di sentire quel che non ha suono Di soccorrere e liberare la magia Violentata dalla maturità, Addomesticata e poi lasciata in un angolo. Quando ne ha la forza Picchia i pugni alle pareti Nella speranza che chi deve, senta E qualcosa faccia Ma lì fuori non arriva suono, Soltanto la sensibilità di chi deve Può intuire le vibrazioni di quei muri Per buttarli in qualche modo giù. Bisogna fare presto Perché il bambino non ha quasi più aria Quasi nemmeno più forza Quasi neanche più voglia. Bisogna lasciarlo libero di essere Ancora un bambino Non si può chiedergli di diventare grande Per una vita intera.
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L'autore
Emanuele Saccardo Figlio Di Cl

Marcel Proust ha detto: "L'unico vero viaggio verso la scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi ma nell'avere occhi nuovi". Ecco, ciò che ho di fronte allo sguardo è uguale a ieri, ma non è più come ieri; spero di non dimenticarlo mai più.

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