Un giorno della memoria
renato carpentino
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Una gelida morsa
ti mozza il respiro;
talvolta la fronte
s'imperla
di freddo sudore
che odora di sangue.
S'arresta
la forza vitale
nell'atrio del cuore,
che batte,
si scote di dosso
quel suo pazzo furore.
Prostrato lasci le braccia
e aspetti incosciente
la morte che tarda.
Gli anni passano
ma essa ritarda,
e immobil l'aspetti: invano.
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L'autore
renato carpentino
Sono nato il 20 settembre del 1951 a Piedimonte Matese,ai piedi del massiccio omonimo tra Molise e Campania. Vi ho vissuto fino ai quindici anni a contatto con il paesaggio locale e con l'atmosfera campestre e rusticana.Repentino traferimento al Nord nel mondo industriale e operaio,con stufi filosofici a Milano.Qui
Commenti (1)
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L
Laura Di Vincenzo17 dicembre 2011
La morte come ultimo traguardo, l'attesa come liberazione ...molto apprezzata.
