Quando!

Nello specchio della vita guardo,
cerco di ricordare Quando!
Raccolgo grappoli di giorni nella mano
ne lascio andar come sabbia quelli cattivi.
Rivivo il bambino, l'adulto diventato uomo
l'uomo diventato anziano.
Rimetto in moto i ricordi!
Quando, quando son stato felice?
Incontro temporali, vicoli chiusi,
volan via granelli di giorni eguali.
Quel domani forse! Un altro giorno.
Gioco a moscacieca nella clessidra del tempo,
tasto, cerco nel vuoto un giorno, quale!
Quando son stato felice?
E tra i fantasmi dello specchio, ecco,
l'arco di tempo che va dall'alba al tramonto.
Bambino, adulto, anziano,
si fondono in quel granello.
La sabbia si tramuta in giorno
si ferma nella mano, si racconta.
Racconta d'una donna
che m'ha fatto ritornar emozioni di bambino
ardori che vivono nell'uomo
felicità che accontentano l'anziano.
Rivivo quell'attimo che è il senso della vita,
l'attimo in cui t'ho vissuta.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
l
Tutte le opere →
L'autore
leonardo d’auria
militare in pensione, sessantenne, ho riscoperto, dopo anni di anonimato interiore, il gusto di esprimere emozioni della mente.Spero di dare un'emozione a chi sente l'anonimato interiore che per tanto tempo mi ha attanagliato.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!