la mia città...
salgo le scale
su da quel palazzo...osservo con imbarazzo
mille luci della mia citta'
accendo una sigaretta
il fuoco rosso divampa
una piccola nuvola di fumo leggiadra si solleva
il mio sguardo attratto la segue lontano
brivido...si alza la brezza
sulla mia pelle docile carezza
ora nel vuoto si lanciano i miei occhi
fino a scorgere di nuovo le mille luci
piccoli focolai di vita
in ognuna si gioca una partita
mille pensieri si odono da ogni luce
mille parole si celano
malinconico momento
di quell'atmosfera in mezzo a tanto cemento
ma li sento una voce sopra a tutte che mi chiama
è lei la mia città nei suoi pregi e nei suoi difetti
urla dal profondo
il mio cuore è suo
le mie radici vivono felici
lei mi attrae lei mi sconvolge
nel suo grembo mi accoglie
anche da lontano
a mille chilometri di distanza
chiuderei gli occhi e di tornare ne avrei speranza
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Commenti (2)
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Mariasilvia6 dicembre 2006
La propria città, l’amarcord di una vita, il nostro libro e gli occhi si appannano... Bellissime immagini.Vive.Vere.
Pino Penny6 dicembre 2006
appoggio quello che commentano mariasilvia e smallforever.al solo guardare la città dove si vive o si è nati si provano intime sensazioni, dovute alla frequentazione ormai divenuta affettuosa.Ci sono molti spunti notevoli ed emozionanti in questa tua poesia. gian luca.pino
