Il suonatore
Solitario passeggiavo
tra persone indaffarate
da regali, commissioni
e questioni altolocate.
Un po’ vuoto mi sentivo,
il mio riflesso un po’ smarrito
quando l’angolo svoltai
e di colpo ti trovai.
Eri accanto al porticato,
con la tua misera compagna,
che pizzicavi piano piano,
e la voce roca che accompagna.
Fu così che ti fissai,
e di colpo ti sfiorai
col pensiero con la mano,
e ti chiesi senza voce,
se potessi ascoltare
la tua storia e le
tue note.
Tu fiero contro il freddo
intonasti quasi un lamento
ai passanti li per strada
risultasti un po’ violento!
Natale è ormai alle porte
la necessità si fa allegria,
canti gioiosi contro la morte
e di sorrisi si fa razzia.
Ma che combini mio artista
che congeli il sentimento?
Di star allegro non riuscivi
nemmeno alla Vigilia,
e che sguardi mi lanciavi
non fu certo meraviglia!
Quel cappello un po’ tarlato
e d’offerte scarseggiante,
mi fece consapevole
di quanto è disdicevole,
il dover essere lieti,
se purtroppo non si è amati.
Le tue porte io non aprii oltre,
lanciai monete e scappai via,
lontano da questa città
tornai nel calore di casa mia.
©
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