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Natura 19 dicembre 2011 · lettura 1 min · 921 letture

Ali

L
Lucillo Dolcetto 210 poesie pubblicate
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Sono dono del volere divino all'aquila come al moscerino, al falco che, alto, volteggia, all'ape che ìl fiore corteggia. Con orgoglio, pure le sfoggia la farfalla, che si pavoneggia quando, al sole, le apre il mattino, per l'usuale diuturn "cammino". La libellula, che l'ala ha doppia, la sfrutta singola oppur in coppia. A suo piacere avanza e indietreggia, si alza e si abbassa, sosta o veleggia. L'uomo, un sogno vano ha cullato, memore dell'angelo che raffigurato, sempre ha visto con l'ali, volar come tanti animali. Quel padre, col figliol carcerato in quel labirinto incantato, avea presa la cosa per vera, fuggendo con l'ali di cera. La smania che prese quel figlio, ignorando del padre 'l consiglio, fe' sì che la cera si sciolse, e l'onda del mar lo travolse.
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E' evidente che le ultime due strofe sono riferite a Dedalo e Icaro ed alla loro tentata fuga dal Labirinto.

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Lucillo Dolcetto
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