Gelidi moccoli

Coltre soffice
adagia sui colli
sui tetti e sui prati
e ammanta bambagia
quei pini svettanti
e quei rami nodosi
di quercia e di ontani
li adorna di gelidi moccoli
...stalattiti brillanti
che pencolan liete
...diamanti che gocciano
ai prati.
Qual silente
è quel ciel ovattato
di cirri sbilenchi
che sbiancano gravidi
di gelidi fiocchi
...quanto frizza
quel refolo inquieto
che ulula
e spinge violento
quei cirri
Di rintocchi ovattati
s'adorna quel vespro
a venire
e con tocco soave
ha inizio il mulinello danzante
dei fiocchi che allieta
e che ammanta
di bianco il campanile...
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
Commenti (2)
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G
Giancarlo Fiaschi20 dicembre 2011
Poesia, che rende bene il senso dell'inverno, con una poetica matura attenta ad ogni sfumatura. Bei versi, insistenti e coinvolgenti, mi piace...
Duilio Martino20 dicembre 2011
Incantato da questi versi che dipingono la natura... l'inverno... in modo magistrale. Provenendo da un piccolo paese di monttagna... questi versi mi riconducono alla terra natia... Bellissimi, complimenti!

