Il diritto di non leggere sino alla fine
Siamo qui,
io e te.
Io scrivo,
tu leggi.
Siamo uguali.
Diversi.
Io sono qui per me.
Tu sei qui per me.
Mi leggi.
Io scrivo,
ma non son versi.
Passatempo.
Momenti.
Insieme.
Un gioco?
Una passione?
Emozione.
Tutto.
Niente.
Dipende.
Sono certe le nostre incertezze.
Ora non vorrei stancarti.
Ora vorrei solo dirti,
che io e te siamo stati,
anzi lo siamo tutt’ora,
visto che continuo a scrivere,
visto che continui a leggere,
ottimi compagni .
Scusa se ho abusato del tuo spazio.
Non so se ho soddisfatto le tue esigenze,
in effetti non mi importa nulla, niente!
Non scrivo per te, ne per altra gente.
Quindi grazie per l’ascolto,
mi spiace se sono stato contorto,
forse presuntuoso,
forse stronzo.
Ma in questo nostro pianeta,
sappiamo tutti che nessuno è santo,
nessuno è poeta.
O forse tu ritieni di esserlo?
Vabbé…
Ora ti lascio andare,
io vado a dormire,
tu se vuoi continua a navigare.
Siamo uguali lo ripeto,
ma una sfumatura ci differenzia.
Io scriverò sino alla fine,
ma tu, visti i miei limiti,
non so se arriverai a questa mia ultima parola.
©
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