Albore
Gaetano Mangiatordi
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Albore
che m’abbracci
e m’abbagli
al mattino
rendendo il mio cielo
orfano delle stelle
e figlio dei tuoi occhi
fecondi gocce
d’aurora e rugiada
sul mio viso
come lacrime d’alba
sulle verdi vene silvestre
e generi terremoti
e partorisci vulcani termali
nelle nervose pianure
e nei mari gelati
quando
le tue dita
come boccioli
ansano primavera
si schiudono nelle mie
vestendosi di sole
e alitandomi
nuova vita.
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Gaetano Mangiatordi
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