Scendono dalle stelle

Angeli
che dalle stelle
scendono
sin nella notte rigida
che il misero riparo
sta nella grotta gelida.
Annunciano l'Avvento
con gran squillar di trombe
mostrando a Re e pastori
il Bimbo Salvatore.
Si prostrano quei Magi
e i miti adoratori
con devozione innanzi
all'umile giaciglio
Illividito trema
il Pargolo diletto
che sulla paglia
è posto
e alla greppia stanno
le bestie miti prone
in quel donar tepore
Stria di luce l'immenso
nel vagolar cometa
rinasce la speranza
che di magia s'adorna
la Santa Notte che avanza
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
Commenti (1)
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D
Darius23 dicembre 2011
Stupende rime per l'a u g u r i o più dolce e doveroso a cui sento di unirmi e ricambiare soprattutto all'autrice che sa sempre creare l'atmosfera giusta in ogni momento. A u g u r i di cuore e... b r a v a!
