Alla messa di mezzanotte fineanniquaranta
A gruppi camminavano per le strade in salita
del piccolo paese
fra le pietre assonnate destavano
stelle luminose
racchiuse in aghi di ghiaccio
d’incenso e candele si colmava la chiesetta
si accendevano i fiati al calore di chi
Agnello fra i lupi discese
sconvolgendo egoismi e coscienze
dal lontano oriente
improvviso serpeggiò un brusio a onde
(tutti fece voltare)
i ricci neri a incorniciare sotto al cappuccio rosso
un volto da bambina
oh, Valentina!
Il frutto mulatto di un amore scandaloso
fra le braccia del tuo uomo nero
che alto reggeva quel osanna silenzioso
oh, Valentina, che ingresso da regina
nella chiesa fra un sussurrare ingiurioso
fineanniquaranta o giù di lì
eri tornata: una “segnorina”
il tuo volo di colomba sverginata
incontro all’america finì.
Prima che il largo d’oro delle campane di suoni
colmasse la mezzanotte della valle
dalla povera paglia del presepe
il Re dei Re a tutti le braccia aprì
Oh, Valentina!
anche il tuo sorriso sul volto di porcellana
di bambina, di lacrime fiorì
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L'autore
malaluna
sono una maschera dietro la maschera scrivo sull'acqua: ciò che scrivo si assorbe e si cancella
Commenti (2)
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Omar Arcobaleno25 dicembre 2011
Oh Valentina, tante luci si accendono per il natale e poi si spengono nell'arco di tutto l'anno... profonda poesia
B
Barba26 dicembre 2011
Si snoda come una piccola storia, e racchiude un bellissimo messaggio.

