" figli"
e, i figli, i nostri figli sono come
le rondini di san benedetto,
si raggomitolano nel nostro tetto,
ci rubano con effusioni il nostro affetto,
crescono felici, sicuri, senza alcun difetto, e
poi in una sera d'autunno volan via,
a cercar senza noi nuovo sole,
a confidarsi con altre persone,
spensieratamente l'altro amare,
avidamente contro tutti lottare,
quello che credevano inutile cercare,
e tutto, tutto lontano sembrerà
la mamma, il focolare, il gatto
l'amico d'infanzia, il confessore, il babbo, e
imitandoci noi padri di una volta,
sessantottini che il meglio volevamo,
il mondo cambiare subito credevamo,
e cambiati siamo stati noi,
bancari, operai, lobbisti, imprenditori,
stupidi, ignoranti della storia,
indietro non torneranno orgogliosamente
tutto terranno dentro, ma in un secondo
in un lampo di tempo, in un baleno
i giorni belli, distrutti ricorderanno, e
come nave che sempre torna nel porto,
dopo lunga traversata nell'oceano,
nelle caldi mani famigliari approderanno,
come quando bambini ricercheranno,
il fuoco dell'amico camino,
il grande cane che l'aspettava,
il profumo del pasto buono della sera,
la coperta ricamata intorno al letto, e
il peluche lasciato, infilato, abbracciato:
sotto le lenzuola
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (3)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
C
Citarei Loretta Margherita25 dicembre 2011
e la ruota gira ed i nostri figli a loro volta si ritroveranno come noi, con i loro figli, forse con le stesse nostre problematiche, complimenti ottima riflessione
Alessandro Spirito26 dicembre 2011
Lirica nostalgica ed evocativa in cui ci si specchia in un eterno divenire che rende le cose più vicine a noi. E le sentiamo sulla pelle. Commosso.
C
Claudio Toccafondi26 dicembre 2011
Tutto scorre ma alla fine tutto reinizia. Bella e commovente...
