Che spettacolo io e te
Giorgio Lavino
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Te lo dico adesso
Che iniziamo un altro cammino
Te lo dico con la fiacca
di una notte addosso
passata a cacciare
tutti i malumori
Che spettacolo io e te
Te lo dico ancora
Dopo tante botte
e non solo di fantasia
Dopo tanti sputi
d’amarezza
Ogni volta che ci
Ringhiamo addosso
Poi scappiamo a piedi
Per rifugiarci nella
Cavità più remota
della nostra vita in comune
per fare quello
che sappiamo ancora fare
Che spettacolo io e te
Te lo dico ad occhi chiusi
e con il cuore che mi batte
E te lo dirò anche quando
gli occhi miei non avranno più
il coraggio di aprirsi
©
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L'autore
Giorgio Lavino
Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti
Commenti (1)
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Berta Biagini1 gennaio 2012
Soffermandosi ancor di più sulla terza strofa sembra di assistere alla scena di un film – che poi è il film della vita che ogni giorno in qualche parte del mondo si ripete e così sempre sarà – visto le emozioni che piccolezze possono suscitare.

