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Natura 10 dicembre 2006 · lettura 5 min · 925 letture

Saisera

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Pileggi Bruno Francesco 32 poesie pubblicate
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1 Una mattinata fresca e quella di stamani, e mi incammino per questa valle. Un vento fresco mattutino tocca il mio viso. Il sole, minuto per minuto diventerà sempre più forte, e il suo calore riscalderà i boschi e la natura circostante. Diretto mi incammino per quella valle, che già dal nome rievoca qualcosa di irreale. Diretto mi incammino per quella valle, per quella valle dal nome Saisera. 2 Dopo un pezzo di strada eccomi giunto in terra di Valbruna. Splendida è la sua valle, coltivata, circondata da grandi montagne divine. A nord le Alpi Carniche, da tutte le altre parti le Alpi Giulie. Tanti abitanti vivono questa terra. Essi vivono in contatto con la natura, ricca e varia. 3 Da qui ha inizio un bosco fitto. Prima il sole accarezzava il mio viso. Ora invece, un gelido venticello di un bosco di montagna è presente. I monti sono la, diretti in questa posizione. Se questi abeti venissero a mancare sarebbero loro ad entrare in scena. Sono la quei grandi maestri. Sono la quelle grandi vette. Loro osservano tutta questa valle. Loro dominano tutto da lassù, in quelle altezze. E io sono qua in questa valle. Mi avvicino a loro, passo dopo passo, sempre più vicino. 4 Arrivo in una radura, dove il mio sguardo si posa sempre intorno a loro. Ora i miei occhi non vedono quella selva d'abeti toccata delicatamente dalla freschezza del vento, ma grandi pareti, alte cime, grandi dorsali rocciose, dove grandi alpinisti vi hanno sognato. Ecco lo Jof Fuart, la Cima dei Camosci, la Cima di Rifreddo, l'Innominata, la Cengia degli Dei. 5 Guardare queste montagne, queste alte dorsali rocciose, leggo il mito, la leggenda, le gesta che questi monti ricordano. Qui tra queste vette una massacrante guerra si è combattuta. E ora a testimonianza di quei momenti difficili c'è un cimitero, il Cimitero Austriaco. Tante sono le anime che riposano, hanno combattuto, hanno perso la vita per il loro paese. Ora riposano in pace, tra questa selva, tra queste montagne, nella pace della natura. 6 Mi inoltro, continuo a inoltrarmi in questa vergine valle. Gli abeti mi danno compagnia, e gli ultimi lembi di faggeta sembrano dire addio al paesaggio, abbandonano la loro presenza, infreddoliti da questo clima alto di monte. Ma gli snelli abeti vivono bene. Macchiano dappertutto la valle, e se li si guarda dall'alto, dai monti, appaiono come un'unica macchia scura, interrotta da radure, dal colore chiaro, ospitanti e accoglienti, malghe dove raccogliere fieno è facoltà antica, malghe dove a essere presenti sono sempre questi abeti rossi, rossi per il loro nome, ma verdi di fatto, abeti che formano boschi scuri, attraverso una valle profonda, attraversata dal torrente, tra montagne di grande leggenda, tra montagne dall'aspetto grandiose. 7 E' meravigliosa Saisera. Una valle grandiosa ricca di vita e a me piace, e amo tutto di lei, le montagne, i boschi, tutto. Amore eterno, amore vivo, amore della natura. Bisogna portarle rispetto. Lei è più grande di te. Lei è eterna. La natura deve decidere su di lei. 8 Le cime da ogni parte. Ovunque alte cime aguzze, battute dal vento. Fresche pareti alpine, dove di qua e di la le nevi vi coprono i versanti. 9 Sembrano sorelle quelle cime. A guardarle sembra che siano legate tra loro da qualcosa, sembrano una famiglia, delle sorelle. Sono un gruppo, le Cime delle Rondini. 10 Qui le cime sono tutte abbracciate, formano una valle. dove si elevano grandi bastioni, grandi vette grandiose. Grandiose per tutti gli alpinisti. Ovunque, in Saisera, c'è l'imponenza. Un paradiso per l'alpinista. Andando sempre più in profondità, l'imponenza aumenta, piccole essenze al cospetto delle Alpi. Verdi i rilievi sottostanti, abeti, larici e mughi, rocciose le aree sommitali, grandiose pareti e torri, grandiosi i loro nomi, grandiosa è la visuale, grandiose sono le vie per salire a esse. Questa marcia a sud ovest, ci porterà al culmine del nostro cammino. Eccolo, il padrone e re. Ecco il Montasio. Ecco i suoi versanti, ecco la sua parete settentrionale, eccolo il re delle Alpi Giulie, l'imponenza stessa di tutte le montagne giuliane. La sua parete settentrionale, è un'impressionante mondo di roccia, è un impressionante regno di montagna, è un impressionante dono di Dio. Un dono che il Signore fa all'alpinista, Il sogno del vero alpinista, il sogno della natura, il sogno delle Alpi Giulie. In queste montagne, ovunque lui è visibile. Se si sale un'altra cima giuliana, oppure carnica, dolomitica e tauriana, lui è visibile, anche quel minimo puntino, lui è la, sempre imponente, con quella sua forma di drago. Gli ultimi mughi, danno accesso all'impressionante parete. I monti vicini sono venerati da questo gigante di roccia, sono protetti dal grande padre Jof. Una montagna grandiosa, che non potrò mai dimenticare, non potrà mai cessare di esistere in me il Montasio. Come il Montasio, non potrò mai dimenticare tutte le altre montagne di questa bella terra, dalle carniche alle Giulie, le lontane cime dolomitiche e le bianche e nevose forme di ghiaccio dei Tauri. Qualsiasi montagna, ha destato una grande impressione dentro di me, ha destato gioia, ricordi, sogno. Grazie montagne. (POESIA APPARTENENTE ALLA RACCOLTA "SOGNANDO IL TARVISIANO")
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