Fretta e brama
Antonio Filippelli
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Il morso grondante di saliva
delle mie dita
sulla tua superficie di pesca,
le fauci spalancate
delle mie mani
sul tuo corpo bianco
di friabile meringa.
La fretta nel toglierti
le vesti, donarle alle terre,
lasciando nel cielo d'un'alcova,
tra nuvole leggere
di lenzuola e guanciali,
la tua limpida nudità.
Non possiede
pacata bonaccia
il mio corpo di serpente,
bramante,
nell'esercizio
orizzontale e irrequieto
di possedere
la tua collezione di perle.
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L'autore
Antonio Filippelli
Commenti (1)
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Paola Paolina Segatto7 gennaio 2012
Squisita poesia. Peccato per il vocabolo "serpente". Solo quello! Capolavoro di lirica primordiale! Calibrata, dolce, musicale, intima ed incantatrice. Bellissimi versi. Molto piaciuta, la colgo.

