Sofferenza

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"perché di noi non ci resta che..." emoziona e fa riflettere questa scrittura... cosa non si condivide? cosa non fa anche soffrire... acuta riflessione, dialogo che s'interroga... bellissima poesia!
la chiusa è riassuntiva del concetto tutto della sofferenza di un vivere che non ci appartiene e con il quale dobbiamo comunque fare i conti, a testimonianza ancora una volta che noi non siamo poadroni del nostro destino, un tema molto caro al Bilato che condivido e nel quale mi ci ritrovo.
Il dolore è la via maestra per crescere... e crescere fa male, a partire dai primi distacchi, la nascita, lo svezzamento, camminare... diventare autonomi... conquista e distacco... E così da adulti, alla fine del giorno, soli di fronte a sé, si tirano le somme e ci si confessa... e si soffre... E di cosa possiamo far a meno in questa vita? Degli altri? Mera utopia, è attraverso i loro occhi che rimandano la nostra immagine, che ci giudichiamo... Amara riflessione sull'incapacità di vivere una vita colma di gioia, nella consapevolezza di sé, e la sofferenza ne è chiaro sintomo... Quanta strada ancora da fare... Grazie all'autore che offre sempre occasione d'importanti letture
...bella, profonda riflessione... la sofferenza è sempre in agguato, ci segue fedele nel corso della vita... non possiamo evitarla, possiamo solo allenarci a parare i colpi e a condividerla, perché degli altri non possiamo fare a meno ... tema personalmente molto sentito... apprezzata molto
una riflessione sofferta ed amarissima quanto reale, versi incisivi ed incalzanti delineano un testo maturo pregno di significati - perché di noi non resta che la sofferenza - quanta verità
Tutto viene assorbito e reso sterile dalla quotidianità, tutto per effetto di errori ed incomprensioni, diviene "abitudine"... Un messaggio di riflessione e saggezza... ricorda tanto il famosissimo "Non ragioniam di lor, ma guarda e passa"...
Quanta tragica verità in questi versi ... Il tempo stende una patina grigia, l'uomo, in continuo cambiamento ... e ciò che resta ... è sofferenza, vestita d'abitudine... Semplicemente come l'ho percepita ... grandi versi...
la trovo straordinaria perché calzante al mio sentire! ci resta sempre la consuetudine di gesti quotidiani in cui ci si guarda ma non ci si vede, mentre ci verrebbe l'istinto di volare ed emozionarci ancora come diciottenni alla prima cotta! invece ci rimane solo sofferenza e... la pentola che sbuffa sul fuoco!!... e speriamo che "la soffitta dei nostri errori non precipiti"!! apprezzata e condivisa!
Scrittura sofferta... amara... La sento talmente vera che mi spaventa! Grande poesia! Stupenda!
E si... se però si guarda fuori quello che piove fuori... e quello che ci accomuna e ci commuove chi può fare a meno di chi? Certo forse ci lega la sofferenza... ed allora Sbuffiamo pure ma siamo sempre li sotto quel caxo di tetto! Grande l'autore!
Una esposizione davvero inquietante dell'essere oggi, in questo momento, con tutti i problemi dei giorni nostri. condivisa e apprezzata.











