Un attimo rubato
Quanta passione
in quell'attimo rubato
ci siamo fusi
nel bacio più assoluto
ci sgretoliamo
nel pieno abbraccio
invasi d'emozione
nella libera adesione
sulle sensuali onde
vagano le mani
divien fuoco
lo spasimo d'attesa
senza più confini
il desiderio di fusione
orfano d'offesa
cade ogni difesa
quanto calore
nel sentire la tua pelle
ed entra come fuoco
l'ondata di piacere
momento immenso
che fuga il tempo
e non più siamo
nell'ansimar ti amo
cadono le vesti
come inutili fardelli
è continuo vagar
fra dolcezza e fuoco
come fosse seta
sfioro la tua pelle
e con furiosa passione
anelo la fusione
le tue sottili dita
lambiscono il mio cuore
e mi sento invaso
d'inondazione di piacere
tutto scorre
per naturale essenza
lungo la pulsione
dell'amante appartenenza
completamente aperti
all'attimo fatale
sente il pieno
l'estasi del vuoto
placa il vuoto
la bramosia del pieno
immobilità appagata
in calde onde
il tenero rifugio
ama e accoglie
oltre la solitudine
non c'è che pace.
©
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Commenti (1)
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Citarei Loretta Margherita30 gennaio 2012
una gradevole poesia sottolineata da un eros garbato, apprezzatissima