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Natura 9 gennaio 2012 · lettura 1 min · 1573 letture

Estremo ponente

alessandro mazzeo 151 poesie pubblicate
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Estremo ponente paese da cartolina adorno dei canti dei poeti ingordo di sole e mare Lo dicevo un giorno, anni fa che mi appartenevi Ma questa striscia di terra stretta come una lingua ti inghiotte e poi ti sputa al mondo come uno scarto e tutto il marcio che porta dentro lo tiene ben nascosto sotto il tappeto Provincia paranoica di politici improvvisati tossicomani e avvocati di banche e monumenti ai santi senti il bisogno di specchiarti e bigotta d'autoadularti Dalle finestre murate dei centri sociali hai tutto sotto gli occhi ma non vuoi vedere te lo urlo nelle orecchie ma fai finta di non sentire perché hai troppo da parlare anche se non hai niente da dire Nelle notti all'arci le gazzelle ti guardano storto "faresti meglio a tagliarti i capelli e a levarti l'orecchino" ...fare l'artista o trovare un lavoro vero anche forse meglio in nero piuttosto che fare come quel tale che nemmeno pagava i debiti ai morti Estremo ponente paese da cartolina vecchia e stronza puttana con gli abiti d'alta borghesia
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un'amorevole dedica alla mia terra

L'autore
alessandro mazzeo

Sono nato a Imperia il 5 maggio 1978 Ho iniziato a scrivere racconti fin dalle scuole elementari. Intorno ai 16 anni ho iniziato a scrivere anche poesie e avvicinandomi attivamente alla musica che è sempre stata la mia ragione di vita, a scrivere testi di canzoni. Sono l'autore dei testi delle canzoni della mia band

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Commenti (4)

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calibro99 gennaio 2012

descrivere la propria terra... con toni apparentemente acidi...è riconoscerne il potenziale... additarne le tare... bella cartolina... un viaggio solo andata inTHISponente!!!

radicedi649 gennaio 2012

cantava claudio lolli: "vecchia, piccola borghesia, per piccina che tu sia non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia..." il dolore della propria terra che tradisce le attese di un suo "figlio" è pari a quello di un bimbo tradito dai genitori... molto bello il passaggio dalle atmosfere "incantate", assolate, delle prime strofe a quelle disilluse e rabbiose delle ultime, fino alla efficacissima, amara autenticità della chiusa.

Duilio Martino9 gennaio 2012

Non tutto è bello quel che appare tale... conosco quelle terre che agli occhi di tutti sono splendide ed abitate da gente in gamba... ma è sempre difficili distinguere il confine tra la verità e ...la bugia. Spezzo la pachatezza della borghesia nasconde cose orrende ed il grande amore per la propria terra si manifesta in modo più potente con atto di denuncia... che fa persino male al proprio cuore! Bellissima Grande lirica ricca di significato. CORAGGIOSA... non avrai riconoscimenti dalla tua terra... ma di sicuro la costringi fattivamente a meditare ...BRAVO!

Alessio Falaschi10 gennaio 2012

poesia vissuta... sopravvissuta... di una provincia sopra o sottovalutata?... vellutata in alcuni passaggi... ruvida ostica... rustica nella maggior parte... l'ARCI come mistica dei CARI AMICI... i CARABINIERI NEMICI... il ribelle dal capello fluente e l'orecchino pensa o no se trovarsi un lavorino... alla fine la domanda è chi è la puttana?