Amica mia
rita iacobone
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Sto in quella campagna
che ci ha viste gironzolare assieme
un tempo, dolce Beba.
Là, dove il verde scomposto saliva,
ti rifugiavi lieta,
nascosta ai miei sguardi,
per uscirne correndo
fiduciosa verso me.
Nel tuo crescere
segnavano il passo le stagioni,
ma tu ed io, costantemente là,
tra i fiori o sulla brina.
Oggi, qui da sola,
mi guardo attorno,
la campagna rinsecchita e sterile,
tracce di generosa natura
il gelo s'è l'è portate via,
ferita e desolata aspetta,
ed anch'io aspetto... ma
tu mio cane manchi,
è vuota l'anima,
il cuore è vuoto,
di te tu lo riempivi,
mansueta la tua dolcezza,
gli occhi nocciola eloquenti,
setoso e caldo il corpo tuo.
Per un'attimo m'è parso che ci fossi...
tra qualche arbusto nascosta,
ma intorno tutto s'è seccato,
penso che sei polvere
come quella che calpesto,
resti un'immagine nella mente.
Sgorga dal cuore un pianto
trattenuto a stento,
piango la tua assenza,
il continuo incedere solitario.
Scorreranno ancora stagioni,
forse il tumulto dell'anima
con la dolce stagione
si placherà.
Con un lenito rammarico di te
figurerò con la mente
di riaverti a me accanto
senza tempo.
©
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L'autore
rita iacobone
Chi sono non saprei, da sempre sono alla ricerca di me stessa, cambiando in continuazione come un caleidoscopio. Vivo ogni sensazione intensamente col cuore e così a volte mi esalto altre mi deprimo. E' da questo stato d'animo che nasce da tanto tempo il desiderio di salvare pensieri tra parole di poesia. Tutti quei mo
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