Cosmologia
c’è caos del senso all’inizio
slegato da regolarità,
non- esistenza ancora
ma sensitività avvolta
d’indistinta nebbia diffusa
omogenea nel cristallino sferico
utopico, luogo ineleggibile
evanescente, all’istante cadente
caduco puro caso vagante
nell’indeterminato, indeflagrato
coacervo di cose e nomi
ma che specie di caldo amore fu
a sciogliere la nebbia
piegando a costanza universale
non so, ma da quel punto
la legge dell’amore evolve l’universo
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L'autore
paolo corinto tiberio
Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto
Commenti (1)
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carla composto15 gennaio 2012
la nebbia che avvoge l'inizio ...luogo evanescente utopico... coacerco di ogni cosa... versi sentiti di questo bravo poetache ci regala questa bella lirica avvolta da metafora biancastra ed imperscrutale ...
