Zombie

Tragica la veglia
nell'oscurità imbalsamata
e membra che intorpidiscono
tra le coltri cincischiate
...Incubi
tra resine e bende fetide
...mummie
sortite
da vetusti sepolcri
Angosce
tali a zombie
che arrancano
dietro a spalle intimorite
e pressano implacabili
strozzando d'affanno
gli afflati esagitati
Senza mercede
...senza alcun tregua
precipitosa fuga
concertata e
generata dagli spettri
...aspidi che covano al seno
e rintuzzano
...antropofaghe
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
Commenti (1)
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Silvia De Angelis14 gennaio 2012
Momenti di profonda inquietudine, che a volte ci proiettano in una dimensione d'oscuro, dalla quale è difficile venir fuori... Poesia molto apprezzata

