Risveglio domenicale
laura marchetti
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Ho lasciato aperta la finestra
e tu sei arrivato come promesso
hai sfidato la notte
ed il gelo di un inverno
hai valicato monti e colline
per portarmi la tua luce
puntuale a baciare il mio risveglio
-alzati, ti sto aspettando-
e sento il suono di campane... lontane
profumi che avevo dimenticato
luci e immagini di una domenica
qualunque da un passato
voce di una festa
anche con la pioggia la sua danza
dita tamburellanti sui vetri della stanza
-alzati pigrona-
la carezza di mia madre
bello esitare anche con la voglia
irrefrenabile di correre e ballare
il profumo di caffè
l'oro dello zabaglione
i biscotti con la nutella
ed una giornata intera tutta da consumare
oggi è tornato quel sole
a baciarmi gli occhi ancora
a ricordarmi che oggi è domenica
oggi si lavora
la voce...
come vorrei tornare
ma si lasciami ancora sognare
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L'autore
laura marchetti
Questa sono io Ho sempre odiato il freddo e il gelo, penso sempre ai senzatetto, agli animali abbandonati e se Gesù Bambino fosse nato ad agosto? Forse non avrebbe espiato le colpe di un mondo sempre più assente, forse non ci sarebbe il Natale. Avrei voluto nascere in primavera, dentro la sua poesia, ma la vita mi ha
Commenti (1)
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Giacomo Scimonelli15 gennaio 2012
l'autrice ama spesso perdersi nei ricordi dolci e sereni di un passato che hanno positivamente lasciato un segno tangibile nel proprio animo... versi apprezzati e profondi...

