Echi di bambole
Anna Maria Scamarda
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Echi di bambole
su venti lontani
ridondano
avvolti nella nebbia
Ora si fan più lievi e vicini
in cieli di vaniglia e marzapane
in fuochi dolci
accesi nei camini
che danzano al suono delle ciaramelle
Echi
schivi di fronzoli
di sfarzi fatui e vuoti
sol vestiti dello stupore delle stelle
volteggiano in girotondi d’angeli
attorno ai nastri argentei della luna
Tutto rinasce in te
piccina mia
In questo tempo
che mercanteggia sogni di fatue melodie
tu
lo riconoscerai
anche se avvolto fra mille fitte nebbie
il suono dolce delle ciaramelle
Ricorda
in quel cantuccio fatato del cuore
ove sonnecchia e veglia
"l’Eterno Fanciullino".
©
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L'autore
Anna Maria Scamarda
Commenti (2)
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Davide Romano21 gennaio 2012
La tua nebbia, la foschia del tuo tempo, un portale verso echi e suoni che cari danno nome al tuo passato... e adesso danno volto al presente negli occhi della tua nipotina... Ho letto con molto piacere questa poesia!
Duilio Martino26 gennaio 2012
La trovo una lirica molto interessante espressa con versi alquanto appropriati e dolci come effettivamente il narrato richiede per poter trasmettere efficacemente al lettore le sensazioni che il Poeta intende "messaggiare". Ottima anche la chiusa, PIACIUTISSIMA!


