Manufatti
Clara Gismondi
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Un manufatto
è quel ramo che mi portasti
lo riconosco
vi sostano migranti
- ogni volta
dai contorni disciolti
appare nel bianco lavato
il vuoto
dei luoghi, lasciati svanire
rivestito d’ alberi logori
senza radici.
Dimesso
trasognato
il corvo, non ha legami col passato
entra nel vento
tracimando cieli tersi
il semplice vagare
diventa vita.
©
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L'autore
Clara Gismondi
Commenti (3)
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carla composto19 gennaio 2012
una lirica che porta a profonde riflessioni ...belle metafore... versi profondi e ben scritti... Brava questa sensibile poetessa...
EnzoL19 gennaio 2012
una forte sensibilità, condivido a pieno il pensiero della nota oltre che restare ammirato dai versi, sempre cosi ben definiti... calzanti ottima lirica
Duilio Martino19 gennaio 2012
Magistralmente descritta l'essenza... il senso di vuoto... la mancanza delle radici..., Questo senso vuoto credo di poter dire ...che sia il marchio dell'essere EMIGRANTI... e credetemi visto che provengo da una terra che ha visto sfumare negli anni la maggiorparte dei sogni e da dove in tanti sono partiti per inseguire quel sogno altrove... soprattutto oltremare. Bellissima!



