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Sociale 19 gennaio 2012 · lettura 1 min · 4813 letture

Manufatti

Clara Gismondi 737 poesie pubblicate
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Un manufatto è quel ramo che mi portasti lo riconosco vi sostano migranti - ogni volta dai contorni disciolti appare nel bianco lavato il vuoto dei luoghi, lasciati svanire rivestito d’ alberi logori senza radici. Dimesso trasognato il corvo, non ha legami col passato entra nel vento tracimando cieli tersi il semplice vagare diventa vita.
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Ai migranti, al loro bisogno mancato di radici, alla ricerca di un senso del loro vagare. A me, a noi che ci confrontiamo con i fardelli della vita … Al bisogno di andare avanti, nonostante tutto.

L'autore
Clara Gismondi
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Commenti (3)

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carla composto19 gennaio 2012

una lirica che porta a profonde riflessioni ...belle metafore... versi profondi e ben scritti... Brava questa sensibile poetessa...

EnzoL19 gennaio 2012

una forte sensibilità, condivido a pieno il pensiero della nota oltre che restare ammirato dai versi, sempre cosi ben definiti... calzanti ottima lirica

Duilio Martino19 gennaio 2012

Magistralmente descritta l'essenza... il senso di vuoto... la mancanza delle radici..., Questo senso vuoto credo di poter dire ...che sia il marchio dell'essere EMIGRANTI... e credetemi visto che provengo da una terra che ha visto sfumare negli anni la maggiorparte dei sogni e da dove in tanti sono partiti per inseguire quel sogno altrove... soprattutto oltremare. Bellissima!