Per dimenticare
Vibra sul filo della sabbia
il sapore di un raggio
filtrato dal bicchiere
nell'unicità dello sguardo
che regge il sole, fermo
al colore che amo
Finisco disciolto tra i granelli
in piccole gocce salmastre
inutile, ora, nella massa informe
in attesa di mani creative
Sdraiato, ridisegno una terra
e da una collina sparo
alberi e acqua
In cortei mando farfalle
che si aprono sui rami
a foglie
e spingono vento; le correnti ai fiumi
Avrò branchie per vivere l'abisso
e ali per rincorrermi nel tempo
di paesaggi nuovi a dimenticare
i passi e il freddo delle tue piogge
©
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Commenti (3)
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Barbara Golini22 gennaio 2012
l'autore risveglia con questa poesia emozioni e sussurra attimi di riflessione che nella chiusa trovano l'apice del loro esprimersi. Sono contenta di rileggere questo autore. Apprezzatissima.
In Venere veritas22 gennaio 2012
non male, anche se qualche immagine suona di deja vu.
Amara22 gennaio 2012
...basta chiudere gli occhi per vedere... una sensazione che riconosco mia... ha la musica di un'esplosione morbida...


