Fatina
Per caso t’incontrai in quel paese
ove mai pensato avrei m’innamorassi
quando saltavo tra quei fossi e sassi
e, lesto, preparai il mio maggese.
Trascorso abbiamo già cinque cinquine,
di cinquina la sesta già cammina
e tu rimasta sei quella Fatina
ch’io intravidi quel dì tra le tendine.
In questi cinque già passati lustri
migliore non potevi farmi dono:
Gioielli son dal viso dolce e buono
quei cinque che donato m’hai di Astri.
In tant’anni hai mutato solo gli anni.
Per il resto sei com’eri: Dolce e buona
come allora, dolce sei tuttora e buona,
mutato manco t’hanno i grand’affanni.
In trent’anni andati via divenuta
sei maestra di bontate e dolcezza,
nell’alma tua racchiudi giovinezza
e resti la Fatin ch’amor non muta.
Tanta tristezza mi riempie il cuore
il ricordo dei dì passati invano
quando, dolce com’ora, piano piano
mi donavi te stessa a tutte l’ore.
Sol mi consola l’accresciuto affetto
e, le mie colpe un poco sminuisce
perchè, per te, l’affetto non svanisce
ma rafforzar lo sento nel mio petto.
Or mio è il tuo male se malata sei,
se piangi tu, nel cuore lacrim’anch’io,
se stanca sei, ahimè, stanco son io,
contento son pur’io se contenta sei.
Tanto m’hai dato, tanto poco ho dato!
Ah! se potessi indietro ritornare
amor d’amore tornerei ad amare
e sempre più vicino ti starei,
come al padrone il cagnolin fidato.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
n
Tutte le opere →
L'autore
nello vittorio maruca
l'esperienza mi ha indirizzato sulla strada dell' umilta', l'umilta' e' ora la mia forza.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Raffaele De Masi25 gennaio 2012
Una poesia fiabesca: descrive un amore puro. Raramente ho letto poesie d'amore così coinvolgenti, mi piace la forma, il modo "antico" in cui è stata composta. Ecco come un tema semplice possa risultare così attraente.
