Nubifragio
Sulla strada appiccicosa,
un folto gregge procedeva
alla ricerca di quel verde
che sempre meno rifulgeva.
Con la lingua penzoloni,
seppur liberi dal manto,
avanzano con passo stanco
pure gli aitanti montoni.
Era terso il cielo e l'astro,
co' suoi raggi impietosi,
trafiggeva quell'asfalto
che cedeva sotto i piedi.
Oltre alle palline nere,
segni del lor defecare,
pur lor zoccoli fan traccia
come chi sa ricamare.
Improvviso appare 'l vento
che vien giù da tramontana.
Nel volger di breve tempo
l'atmosfera si fa strana.
Nubi nere, da spavento,
s'accavallano nel cielo:
tuoni e lampi a cento e cento,
squarciano quel nero velo.
Poi: giù grandine, a chicchi
grossi come uova.
Oltre a quel che c'era d'uva,
recisi sono pure i tralci.
Scoperchiati sono i tetti,
in frantumi vanno i vetri.
Sol desolazione e pianto
resta poi passato 'l vento.
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