Gassa d’amante

Annodi discolpe
attorno al mio collo proteso.
Premendo sull’osso ioide,
con un “non so” ben teso.
Colonna d’aria interrotta
e slacciato ogni mio accorgimento.
Cartilagini e desideri fratturati,
nel nodo di ansanti quesiti.
Ma stringi con forza
il tuo “ovviamente”.
Mentre allenti
il respiro alla fortuna.
E come ogni “se”,
il tuo,
inaridisce la gola.
©
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L'autore
Alexis
Io sono eterea, intangibile, virtuale. Non sono che astrazione sublime. Un'immagine algida, evanescente, sfilacciata e vacillante, in abito nero.
Commenti (2)
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C
Citarei Loretta Margherita26 gennaio 2012
una bella poesia dove traspare molta amarezza, complimenti, notevole
h
hy ju26 gennaio 2012
Ferita per ferita, un dialogo fitto e ben affilato. Quando comunicare è arrivare fino in fondo.
