Il porto

Mi allontano dalle luci del porto
e navigo in mare aperto
verso l’oblio di sofferenza
in un orizzonte liquido
di leggerezza e libertà.
Attraverso soli e lune
li vedo crescere e svanire
tra cascate di stelle.
Nutro di azzurro terso gli sguardi
e di brezza calda la pelle.
Ascolto la sinfonia del mare
e i suoi racconti
di naviganti e annegati erranti
di città sommerse
e cuori naufragati e infranti.
M’illudo di poter vivere
di quella musica e di quel respiro
di quelle storie d’incantata solitudine.
Ma da qualche notte sogno il porto
dov’ é ancorata la mia vita
ch’è memoria passione
affanno e fatica.
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Commenti (2)
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giuseppe gianpaolo casarini30 gennaio 2012
Lirica dal grande afflato poetico... belle immagini... sognante potere evocativo... severi versi finali chiudono questa dolce ballata che fin qui ha trascinato il lettore...
Giacomo Scimonelli31 gennaio 2012
una chiusa incisiva e profonda... una chiusa che da sola potrebbe essere una Poesia... complimenti per lo stile
