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Riflessioni 26 gennaio 2012 · lettura 1 min · 2092 letture

Ridisegnando confini

Clara Gismondi 737 poesie pubblicate
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La neve ha confini che non lasciano impronte vi si perdono i limiti nel cieco ridisegnar di orme un salice piangente, a valle adagiato sopra panchine solitarie digrada. Ali aperte ed è subito l’alba intrecciata nell’onda rimbalza l’eco dei tuoi no l’anello, senza catene infiocchetta un tamtam si rifrange. Lontano lo sbuffo del treno pare un drago addormentato non c’è tempo. Frontiere toccano il cielo dilatando le estremità…
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Clara Gismondi
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Commenti (4)

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Aldo Bilato26 gennaio 2012

UHMMMM... lunga che la dice lunga questa tua... vuoi vedere che ci si sbottona, prima che l'asola diventi troppo larga, anche per accogliere due bottoni in una volta sola?...

S
Sadness26 gennaio 2012

Particolari le due prime strofe, avverto smarrimento e voglia di ritrovarsi seppure in un momento di calo; a seguire le altre due un bel pensiero ad illuminare il volto ma che si rabbuia dopo un solo momento; nell'insieme è una grande e bellissima poesia a terminare con un desiderio che portano a guardare anche oltre ... letta e sentita così, piaciuta tantissimo, complimenti.

Duilio Martino26 gennaio 2012

col Bilato... la dice lunga... e lascialo sbuffare il Drago... in fondo spenderà il suo combustibile sbuffando invece che utilizzare per corre... per... volare!!!!! Piaciutissima!!!!

EnzoL26 gennaio 2012

lo trovo un testo incantevole nella forma, le immagini surreali si leggono in modo fluido e incalzano nel ritmo, il significato rimane ermetico, e lascia libere interpretazioni, io ci leggo quasi un invito, un invito dove la parte invitata resta ferma sui suoi duri passi, dove c'è una negazione antica, che non permette di andare avanti (non me ne voglia l'autrice per la mia buffa interpretazione) incuriosisce molto, e molto la ho apprezzata