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Sociale 27 gennaio 2012 · lettura 1 min · 3972 letture

Brancolano randagie

Vivì 674 poesie pubblicate
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Cupe quell'ombre assediano e dal passato oscuro gravano Spettri che filiformi affacciano sparuti al fil spinato di campi flagello disumana la follia e sterminati quei lager s'irrigano con fiumi di sangue innocente Furia che dilaga cruenta e dileggia spazzando sprezzante la vita Brancolano randagie le inette coscienze e barbare orde calano folle e spietata la mente che aizza allo sterminio Angeli silenti piangono gli spettri e di giustizia levano lame imbrattate di dolore e puntano il dito accusatore sul capo chino dei posteri Ecco l'uomo non più uomo ...senza Dio senza cuore senza onore
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Il numero reale delle vittime degli olocausti, genocidi di massa di tanti popoli in questo mondo, non si saprà mai, ma ognuno di quelle donne, uomo o bambino, ebrei, pellerossa, armeni, africani e tanti altri, colpevoli secondo il metro di giudizio della follia per il colore della pelle, per la religione, o per la povertà, peserà per sempre sulla coscienza di tutti quanti noi, esseri cosiddetti umani.

L'autore
Vivì

Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto

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Commenti (4)

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Doraforino27 gennaio 2012

Nel giorno della memoria, ricordare lo sterminio di circa sei milioni di ebrei. e ancora il dolore si riaccende per le barbarie di uomini senza Dio, senza cuore. Molto sentita.

Sergio Melchiorre27 gennaio 2012

A volte, mi chiedo dove fosse Dio quando i nazisti compivano tali massacri... Ottima la chiusa!

Calogero Pettineo27 gennaio 2012

è sempre un doloroso ricordare. una lirica ben esposta che sa emozionare.

meraviglioso stile poetico nel ricordare con viva emozione questo truce avvenimento che offende l'umanità...POESIA stupenda e molto sentita