Incendio nella prateria
Vento nell'erba secca
cuore non inganna né orecchio
dell'odoratore attento
cinto di colori e piume...
né il lettore, come dimostra
"Incendio nella prateria" di Tex
che per pararsi d'un fuoco
un altro ne accese col suo pard
perché fu visto che le serpi
di qua e non di là fuggivano...
per questo gettare un mozzicone
nella sterpaglia si sconsiglia,
nell'erba alta divenuta paglia
s'appiccherebbe certo un focherello
che non fa dir "che bello", al pompiere...
ma nelle tundre vuote certe sere
o nelle steppe non spira la brezza,
ma è così gelo che soffoca mordente
la fiamma a terra, né s'attrezza
un tubo un fuoco, niente...
nemmeno alla savana
dove regna sovrana
tra l'erba alta e secca
è meglio stare sopravvento,
verso la Mecca, per gli incendi
e per le tigri della Malèsia
che s'acquattano tra gli steli
poi con balzi felini, come in una poèsia
afferrano la gola ai pellegrini
incantatelli, sognanti ville e castelli,
non mollando l'osso fino a quando
non pignorano con atto esecutorio
l'accendino, la casetta
con l'acclusa tanichetta buttata nel fosso...
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L'autore
paolo corinto tiberio
Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto
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