Auschwitz il pianto del dolore

C'è filo spinato
intorno
la solitudine
strappa brandelli di carne.
La mano colpisce duramente
si piegano le ginocchia
sotto fatiche immani.
C'è fumo di morte
nell'aria
i forni consumano i corpi.
Quanti occhi ancora
dovranno vedere
il dolore.
Piangono le madri
nude
nelle docce del silenzio.
Urlano i bambini
massacrati
dalla follia umana.
Corpi smagriti dalla fame
implorano
pietà al carnefice.
C'è morte nelle tue mani
fratello
e me la doni
come un regalo letale.
Divise a righe
tengono prigioniere
anime nate libere.
Rombi assordanti
piegano
la forza del destino...
mentre il boia ride
molti muoiono
come cani randagi.
Non basteranno i secoli
a lavare
l'onta del'orrore.
Non basteranno i canti
a liberare
anime torturate dalla malvagità
umana.
Il fumo fa cadere
le ceneri
di vite distrutte
sul suolo che le ha viste nascere
e morire
come schiavi della follia.
©
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L'autore
Gianny Mirra
GIANNY Quanti silenzi chiusi nel cuore quante parole che saettano come frecce. Forse credevi che fosse un mondo pieno d'amore ed invece eccolo qui
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