Righe dell'Esistere
Marta Eligoreva Addari
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Per amare gli amici
quel che serve è l'alcool,
così come per amare
il tuo uomo
necessita la Follia.
Mi copro in questa notte
con maledizioni a sottofondo:
un amico immaginario
mi stringe al petto
e i buoni ricordi
emergono
stuprando i melanconici
rantolanti nel respiro.
Connubio artistico,
rantoli lavorativi,
cene leggere nel riso,
note tremende,
odi non subiti,
indifferenze trapelate,
gli amori non narrati
e quelli suggeriti,
la fretta delle parole
e estati vagabondate,
depressioni mal gestite,
tintinnii di birre
nei chiarori dei paesi,
i viaggi mancati
e quelli improvvisati.
Turbinio di vita
l'attesa delle risposte
quelle della lucidità,
le scelte vestite di razionale
e gli alberi di natale
sopra la rassegnazione.
le urla avvilite
e quelle di furia,
una soddisfazione latente
e un gomitolo di privazioni.
Un bicchiere unge
il quadro di sensazioni
che vagano confuse
in quel che sfuma
nelle sbornie di una vita.
©
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L'autore
Marta Eligoreva Addari
Ho paura di scrivere. Scrivere equivale a dire qualcosa che si pensa e dire qualcosa che si pensa significa concretizzare il qualcosa. Ora lo so. Un dubbio, un pensiero, un’ipotesi, un’osservazione. Una effimera coincidenza della mente con l’ambiente esterno: esternarla con una parola, detta o scritta, significa render
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