U ventu
estro non diede beltà
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'nde srati fujendu e firriandu,
comu nu n'ammuratu 'mpazzutu,
ru mundu u duluri grirandu,
pari ca rici: tuttu è perdutu!
Fischi tra li muntagni 'mbiancati.
Urli schiuma 'nda l'undi ru mari.
Si' l'animi ri morti turmentati
chi Diu non poti perdunari?
Cu si' tu? chi si sempri dappertuttu:
'nda stati 'ccarizzi i 'nnamurati,
'ndo 'nvernu fai paura a tuttu
spingendu 'ncelu nuvuli 'ncazzati.
Ru mundu si' l'anima, o ventu?
e po mali chi c'è, no piji bentu?
Il vento
Come un innamorato tradito,
nelle strade correndo e girando,
del mondo il dolore gridando,
sembra che dici: tutto è finito!
Fischi tra i monti imbiancati.
Urli schiuma nell'onde del mare.
Sei l'anima dei morti dannati,
che dio non può perdonare?
Chi sei? sei sempre dappertutto:
in estate accarezzi gl'innamorati,
nell'inverno fai paura a tutto
spingendo in cielo nuvole arrabbiate.
Del mondo sei l'anima, o vento?
e per il male che c'è, hai il tormento?
©
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L'autore
estro non diede beltà
Se sei bravo puoi scoprire chi sono anagrammando il mio pseudonimo. Se non sei interessato è lo stesso. Un aiutino per chi vuole scoprirlo: L'Europa prega e lavora con sobrietà, mentre Parigi colta e mondana mostra del mio viso l'ambiguità, icona, della geniale creatività italiana.
Commenti (2)
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Melina Licata29 gennaio 2012
Versi molto dolci e delicati che trasmettono un velato senso di malinconia... Bellissima nella forma dialettale!!!
Caterina Zappia30 gennaio 2012
Il vento come un'anima smarrita fra questi versi stupendi ed intensi. Un bel soffio dialettale!


