Belluno si rubò i miei anni
Hariseldom
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Non avevo che sogni
sopra le scarpe,
dei miei ventisei anni,
della mia donna
e quella casa a Ponte delle Alpi.
Cosa mai volevo
terrone comunista
da quella gente?
Cosa mai avrei rubato
al Nevegal d'inverno
o sui sentieri del Cansiglio?
E Belluno aveva tetti innevati
odore di Cabernet
e sorrisi di compagni
alla birreria San Marco.
Un agente d'assicurazione
il lavoro lo crea
non lo ruba
e tra il Fadalto e Longarone
passa sempre
una curva sotto vento.
E Agordo
e Feltre
e tutta la gente della sinistra Piave
dove ha incollato
i manifesti
sui muri
di una festa dell'Unità
al tempo di Radio Val Belluna
e della polenta girata a mano
da un compagno rubicondo.
Ma io il Piave
me lo ricordo
con mia moglie che sorride
e le pietre che presi al fiume
il giorno in cui decisi
d'andar via.
Belluno si rubò i miei anni,
quegli anni ottanta,
i miei anni
e io
ho pianto
cristalli di neve.
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L'autore
Hariseldom
Commenti (2)
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alessandro mazzeo31 gennaio 2012
Ci sono periodi della vita che rimangono incollati nella nostra memoria, che hanno fatto di noi ciò che siamo oggi. In questa tua hai fotografato benissimo questo concetto in una città/anima che vive da sè...complimenti sinceri.
R
Rosa Maria Cantatore21 agosto 2012
Quando si legge qualcosa e sembra, in quel preciso istante, di vederla e di viverla, allora io dico che colui il quale ha scritto- lo vogliamo chiamare"poeta"?-ha raggiunto il suo obiettivo! Questo componimento è davvero molto bello o, quanto meno, molto vicino al mio concetto di bellezza.

