L'ultima favola

Io circa dodici anni
tu forse nove
eravamo due di troppo
pur d'impaccio
sballottati fra quattro stanze
piene d'adulti in vacanza
Di sera, appena arrivati
che bella trovata
quella stanzetta sulla terrazza
un solo letto ad una piazza
a terra, per me un pagliericcio
che gran pasticcio!
Avevi paura
credevi al lupo
ma eran solo latrati
lontano, pur qualche ululato
Tremante
ti gettasti in quel canto
stretta al mio fianco
che dirti, tremavo anch'io
e pur sorrisi
mi feci grande
Conoscevo
e t'insegnai cos'è la notte:
quattro stracci, una coperta
e via, fuori
a specchiarci sotto la luna
Quante stelle
a contar queste e quelle
guancia a guancia
occhi negli occhi
tanti racconti
di fate, gnomi, castelli incantati
Poi, nell'ultima favola
per rompere l'incantesimo
un bacio, una carezza
e salì una brezza
ci travolse un fermento
ci rapì il firmamento
Nessun nome
non una sola parola
oltre quella nuvola bianca
nemmeno un battito d'ali
sulla calda corrente che ci salì
Com'era piccolo l'universo!...
Passammo da Orione
ci fermammo su Sirio!...
Non sapevo,
non so ancora il tuo nome
che importa
quando si ferma il tempo
nulla passa e si dimentica
e pure tu, son certo
ti ricordi e puoi vivere ancora
ciò che fu puro amore!
©
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