Necromalia dagli artigli di nebbia
Ezio Falcomer
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Necromalia dagli artigli di nebbia
mangia viscere lenta,
non esserci e sentirsi piombo,
incesto con sorella nera,
male atroce del sentirsi esistere,
come un subire
Satana incubus che ti possiede
succubus, ti asfissia.
E la mattina è un urlo di silenzio
verso un aria densa di stupido pulito.
Perché resistere
al bacio dell'immobilità?
L'agire stringe il cappio,
l'attesa è in un tempo senza futuro.
Oh schiacciare quel pulsante
e spegnersi:
la coscienza che si sfalda in mille atomi
centrifughi verso l'ignoto e misericordioso
nulla.
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