Disegnammo sul vetro della cucina
Hariseldom
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Il vapore della pasta
appannava la finestra
e noi
ultimi bambini della galera
disegnavamo soli
e case
e donne libere
sul sentiero.
Una madre
che sentiva
la paura
un padre malato
un cielo offuscato
dal tempo delle sedie rotte.
Ma noi
disegnando sul vetro
uscivamo
dalla nostra prigione.
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Commenti (1)
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alessandro mazzeo3 febbraio 2012
Con l'immaginazione si può scappare dalla realtà spesso così triste e ostile e creare un altro mondo dove trovare conforto. Così come da bambini questo succede anche da adulti. Mi ha colpito moltissimo questa tua poesia fin dai primi versi, perché le tue immagini sono forti, reali e le tua parole di grande espressività

