Corre il treno
Valigie piene di stracci
recipienti ricolmi di miseria
tenuti assieme da uno spago,
tanta gente si affolla
a lasciare le proprie case.
E' una processione triste
che si avvia al treno
tra inquietudini e pianti
e pure qualche riso allegro.
Alcuni bambini smunti
giocano tra fagotti e pacchi
ignari della sorte infame
che li vuole legati al piccone
alla durezza dei campi.
Il treno fischia
e avanza lento nella piana
attraverso città mute e scure,
alle fermate altri fagotti
altra gente dai vestiti scuri,
tutti salgono
con una speranza nel cuore
che le lacrime versate
possano mutarsi in canti di gioia.
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L'autore
salvatore maurici
Sono nato a Sambuca di Sicilia. Ha collaborato a diverse testate giornalistiche su temi letterari, scritto e pubblicato diversi lavori di genere vario, in modo particolare di poesia.
Commenti (1)
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Donatella Pezzino6 febbraio 2012
Il dramma degli emigranti tradotto in versi dall'intensa musicalità e dalla grande forza evocativa. Sembra di vederli, riflessi in quei visi consumati dalla miseria, il dolore e la speranza... davvero una bella poesia, complimenti Salvatore.
