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Introspezione 4 febbraio 2012 · lettura 1 min · 4805 letture

Monologo astruso

Giorgio Lavino 888 poesie pubblicate
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Gioco fino all’osso del mio dolore dentro il tulipano dolce della mia riscossa M’accorgo ora d’essere ancora acerbo E fiuto tutte le debolezze che non seppi seppellire sotto l’albero di un novello brio Quanti segni incompiuti sono rimasti sulla mia carne E ora che voglio camminare con gambe di sollievo dell’anima m’affloscio sul passato per finire nell’atrio bagnato dei ricordi
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L'autore
Giorgio Lavino

Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti

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Commenti (1)

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Duilio Martino7 febbraio 2012

Una grande prova... uno sguardo in profondità e ci si accorge di essere acerbi. Inevitabilmente si finisce nell'atrio bagnato e scivoloso dei ricordi! Splendida Poesia introspettiva!