Giornate e a Capo
Il paniere della mia debolezza
è un'equilibrio di beni
appunto costanti
che affidabili si fa per dire
ci provano a stare
nel mio strano cielo arcuato.
A zonzo l'orologio
mi scivola
e la felicità di mezzogiorno
passa attraverso
semplici mosse.
Le nuvole silenziose
si spargono
nella tua metà
e tutto è più reale che mai.
*
Sapere che le stagioni esistono,
che basta un poco di zucchero,
e non siamo solo famelici
buzzurri schermati
in cerca di briciole,
armonizza le cupole di Bologna
protese allo sfavillare
dello sparire su baffi e berretti.
*
La tua impazienza ovatta più della neve,
che piazza Santo Stefano
è un giardino addormentato,
e mi sprofondano nel tuo
questi maledetti stivali.
©
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L'autore
federica miliè
Scrivo fin da piccola, ma sempre più piccola mi riscopro nei versi che sento in profonda evoluzione e metamorfosi. Credo di essere troppo giovane per comunicare cose che in molti possano sentire sulla pelle, ma da sempre per me l'unica libertà si chiama poesia. Leggerla e crearla è davvero inebriarsi. E' dono, una rad
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