Alla memoria delle dodici scomparse
Pino Penny
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Trecento dodici vergate con saziante fatica
frutti acerbi d’un vecchio albero imputridito
sotterranei budelli intricati in candori offuscati
sono gli amari sorrisi sui pallidi salici incurvati.
Testimoni specchianti che riflettono l’orrido
di un anima spenta e accesa ad intermittenza
che vive a scomparsa in un antro troppo oscuro
emanando missive d’un ironia quasi sconcertante
Dove siete miei dodici eroi sempre mal compresi
mie eroine nude spietatamente con gusto sverginate
dalla solitaria monacale penna mia impazzante e va
intingendosi nel sangue delle mie e altrui fonde ferite.
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L'autore
Pino Penny
Nato il 12-08-48(del novecento) a Rivoli prov.di torino in italia-europa-mondo-vialattea. mediocre ma variegato.abbastanza sfigato...ex..molte volte ex... a undici anni la mia prima poesia(essendo un cretino,scrivo pure adesso che ho qualche anno di più) espressionista nato.illuso ma disilluso.causa forza maggiore.
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