La mia nostalgia
Rocco Pulitanò
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I miei occhi ...
all'improvviso si perdono ...
Su vertiginosi passi
si trascinano lentamente,
si spengono ...
Nel brumoso silenzio
di questa lunga notte
un ultimo istante ancora, amor mio,
attenderò smarrita
prima di disertare la vita.
E quando il vortice della sventura
avrà ingannato anche la ragione,
vedrò discendere nell'ombra dell’oblio
la mia disperazione.
Potrò cosi raggiungere il tuo sorriso,
per l’eternità, uscendo fuori dalla scena.
Potrò lasciar volare libero il mio sogno,
beffando pure il mio destino.
Sulle ali di un angelo lo vedrò bearsi;
pregherò perché lo guidi fino a te,
che sognare più non puoi.
Profonda m'assali "malinconia"
nella solitudine di questa fredda e oscura stanza.
E quando il sonno avrà sfiorato le mie ciglia,
la mia porta resterà chiusa alla nuova aurora,
e ancora più stranita da questa vita arida d’amore,
anch'io avrò sconfitto il mio dolore.
Come il cessar del temporale,
si consuma lasciando in pegno sul mio davanzale
un’ ultima goccia di rugiada che il sole,
presto scalderà nel suo abbraccio di calore.
Il tuo respiro sarà il mio ultimo ricordo,
forse per me, il solo modo di poter sentire ancora ...
il sapore delle tue labbra.
E adesso tu, che nell'ultimo dei miei giorni
giungi a me, ignara, scaldi col tuo corpo privo d'amore
la mia ultima e più grande nostalgia.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Rocco Pulitanò
Scrivere è forse il solo momento di conciliazione che riesco a concedermi quando il dolore inquina i miei sogni. Mi aiuta ad essere meno ipocrita con me stesso, se mi illudo che la sofferenza sia solo un temporaneo appannaggio della felicità. Io che ho creduto d’ingannare il tempo, di rendere le distanze solo lunghe pa
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