Nel gran giorno del re

Quanti convenuti
furon riuniti
tutti invitati
pur i diseredati
nessuno escluso
nemmeno i reclusi
"Benvenuto sia il mio popolo!...
che beva del mio grappolo
che mangi il pane
del mio grano
di ogni pietanza
ce n'è abbastanza
per tutti c'è spazio
che ognuno si sazi"
Bella, ordinata
la festa
si ritirò il Re soddisfatto
lasciando un editto:
"Che la festa continui fuori
nel giardino oltre le mura...
Sia concesso a tutti
nel mio giorno libertà
da nessuno pretenderò lealtà
dalle mie leggi faccio esenzione
ma che si presti attenzione
alta sarà la vigilanza
nessun abuso sarà permesso ad oltranza"
"Evviva il Re!..."
Tutti saltaron gioiosi
a correr fuori premurosi
pur finti cavalieri, già buffoni di corte
sfidaron la sorte
si lanciaron nella mischia
"... tanto, non c'è molto rischio!..."
E via agli accaparramenti
tra guerre e fermenti:
questo è mio e pure quello
io son la più bella...
chi tardi arriva male alloggia
s'alzaron i cerchi, iniziaron le bolge
" Affacciati... guarda mio Re!...
Una regina sfatta e puzzolente
sapessi com'è insolente!...
d'oro, sulle mutande, pure i finimenti
ma si può essere così dementi
quando di vero non c'è niente?!...
Ma non solo lei è così bardata
sembra una gran carnevalata!...
E guarda!... guarda, mio Re!...
Che gran mascherate!...
tutte le parti son recitate
pure eroi come santi hanno inventato
in nome di un dio mai nato
fra tanta insipienza
quanta miseria e sofferenza!..."
"Abbi pazienza, mio prode soldato
è solo un esperimento
per conoscer la brava gente
il mio giorno non è finito
solo a questa farò un altro invito!"
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Chiara Vacchieri26 gennaio 2013
Una metafora molto ben scritta di quel che penso stia accadendo nella realtá, dove tutti cercano d'accaparrarsi onori e glorie, quando di vero in questa dimensione non vi é nulla. Una favola che mi racconto sovente per consolarmi del fatto che prima o poi i sogni finiscono. Plauso al Poeta che scrive in fiaba una storia di Veritá.
