Leva
Il furore della fantasie toccava latitudini lontane.
Abluzione d'emozioni come d'estate nelle fontane.
Un vento d'incenso profuma i ricordi.
Nelle mani un strumento per gli accordi.
Leve di forza a spingere un sorriso nel cielo.
Io che per troppo tempo ho vissuto nel gelo.
Alla fine di un tramonto appare una stella che mi segna il cammino.
Domani rinascerà l'idea per un'altro destino.
E dalle cattedrali del silenzio urla la gioia del peccato.
Celebrare la morte della solitudine è come ingannare il fato.
Il pericoloso annientarsi nelle brume ha fatto il suo tempo.
Ora gioco ad effetto con i ricordi che mi intonano un canto.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!