Edera
Le strade coperte di gelo e
assopite di candore nevoso:
le veniva da piangere.
Per il cemento sagome scure e
incerte come fiocchi aggrovigliati:
mi veniva da piangere sui
brandelli segreti della mia carne.
Faccio dello squallore del cuore
pane quotidiano, degli occhi
piovigginosi ferma virtù.
Quali notti mi appaiono giorni
infelici perduti di coraggio!
Come edera silenziosa l’anima
sboccia sulle pareti, piena di te
negli occhi e nella mente
le veniva da piangere sugli arbusti
e nei cortili, come edera rampicante
le veniva da piangere sotto
al sole e al cielo ombreggiante.
©
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