Anche sbandando
I tuoi passi erano bassi quanto i tuoi sguardi
e mi perdevo nell'equilibrio del tuo essere donna
Mi guardasti mentre scivolavo
con imbarazzo sulle lastre di ghiaccio
Quante saranno state e
quante ne avrò ancora di donne
che seguiranno i miei e sorrideranno
del mio essere imperfetto
Amerò la neve sulle gote rosse e le labbra fredde
il prenderci sotto braccio. Sognerò l'amore
le coperte, la sciarpa idiota e divisa tra noi
Le mani in tasca, i colori aperti come tubetti
per disegnare i passi e un Dio
nostro che sappia dirci ''vi amo come figli''
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Commenti (1)
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Amara10 febbraio 2012
...così aperta... e semplice... eppure parla di qualcosa di tutt'altro che semplice... 'la bellezza'... quella che affiora a volte dagli angoli...
