Un personaggio scomodo

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un amico che coltiva ...potresti essere tu che ti guardi vivere... che ti placa, dove l'anima è messa in sordina ad aspettare come panno steso... Potrebbe essere effettivamente un'altra persona che ti fa da specchio con il quale condividi i tuoi momenti, momenti in cui osservi la realtà dal di fuori... Ci sento anche malessere ma forse di più questo senso di comunanza... Bellissima poesia!
quell'attimo che ci coglie e ci mette di fronte a noi stessi, in quell'attimo siamo veri, scomodi, qualche volta stretti e qualche volta larghi, ma veri... ci osserviamo, le nostre trame infeltrite lasciano passare il freddo ed i sogni non germogliano... forse dovremmo riseminare... profonda, vera, introspezione lucida, con disincanto e stile... ammirata
un'introspezione originale come l'inconfondibile stile dell'autore! amante del bello, della perfezione e dei colori della natura che ricama con amore, si ritrova a bere per non pensare al freddo che infeltrisce un'anima scomoda, che vive nell'irrequietezza e nell'insofferenza d'una quiete forzata, senza più stimoli. Vorrebbe poter curare ancora i fiori ed i sogni d'una primavera da troppo tempo lontana come solo un bravo giardiniere sa fare! mia interpretazione personale scaturita da questa magnifica lettura!
Una acutissima introspezione che mi riporta indietro nel tempo... Mi ricorda davvero l'Autore un amico giardinmiere (ligure) con il quale mi soffermavo a sera bicchiere alla mano, tozzo di pane e mortadella (quella vera delle montagne della lunigiana)...ad osservare la meraviglia del giardino!!!! Splendida Fiocco... mi è cara questa immagine!




