Rana al fango
Una volta
io chirurgo dei sogni
ti costruii un cuore nuovo
poi tenni il mio lontano
dai fantasmi
Le gioie finte che immaginai
furono stritolate
dalla fredda meccanica
posata sotto il tuo seno
e stelle cadenti
i miei inamovibili pensieri,
a nulla valsero
abbracci simulati
sotto il mantello di notte
Affettai la lingua coi denti,
renderla spugna a parole
ad attenuare il rumore
dei rancori
e sentii l'anima
una pozzanghera asciugata
nell'inferno estivo
e in petto una vecchia rana
incollata al fango
stremata a cercare il balzo
tra le crepe del tempo
in litigio ai pezzi da digerire
al fastidio d'occhi
di disgustati passanti
che applaudirono
il trapianto
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Commenti (1)
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M
Marilena24 dicembre 2006
per questa poesia... Buon Natale Michael.. Mari